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58 Ricercatori europei a confronto per il Workshop Durum Science Durum days 2018


Descrizione

58 Ricercatori europei a confronto per il Workshop Durum Science @Durum Days di Foggia
Durum days 2018

Il cambiamento climatico, per diversi motivi, è in corso e sembra inarrestabile. Pertanto la ricerca scientifica deve accelerare per dare risposte e soprattutto soluzioni a una società e a un sistema agroalimentare che possono crescere soltanto all’interno di un percorso di sostenibilità.
Essendo il grano duro una delle bandiere dell’agroalimentare italiano e della dieta Mediterranea, a Foggia, cuore della produzione nazionale, il CREA, in collaborazione con Confcooperative e il partner tecnico Areté srl, ha organizzato i Durum Days, un focus di approfondimento sulle ricerche e soluzioni utili a coniugare qualità e sostenibilità nutrizionale e ambientale della produzione. Alla Camera di Commercio si sono riuniti ricercatori di tutta Europa per affrontare questo tema e illustrare le novità delle ricerche in atto. Hanno partecipato i partner del progetto europeo SolACE, Solutions for improving Agroecosystem and Crop Efficiency for water and nutrient use, che proprio a Foggia dal 14 al 16 maggio ha concluso il suo primo Meeting annuale, i ricercatori del CREA di Foggia, ed esponenti dell’Università e di Spin-Off Italiani.
58 i ricercatori di tutta Europa che si sono dati appuntamento alla terza edizione dei Durum Days, le giornate internazionali del grano, che si tengono regolarmente a Foggia da tre anni e che hanno visto , come sempre, la partecipazione dei “colossi” del settore per parlare e dare nuove e più specifiche indicazioni al mercato del frumento. La seconda giornata è stata interamente dedicata all’incontro fra i ricercatori. AD aprire i lavori Jacques Le Gouis dell’INRA di Clermont Ferrand, sui geni che regolano in una rete di interazioni l’accumulo di proteine dopo la fioritura del grano. Agli italiani Marcella Giuliani e Zina Flagella, dell’Università di Foggia, è toccato, invece, illustrare le differenze a livello del complesso sistema di proteine, legate alla qualità, tra varietà antiche e moderne di grano duro, e hanno spiegato lo stretto legame tra esse e l’ambiente di coltivazione. Agata Gadaleta dell’Università di Bari ha dimostrato come pochi geni chiave siano degli interruttori “master” dell’assorbimento dell’azoto dal terreno da parte del grano duro e come il possesso dell’una o dell’altra variante di tali “interruttori” sia fondamentale per questa funzione vitale della pianta. La conoscenza approfondita di questi meccanismi, anche grazie al recente sequenziamento del genoma del grano duro da parte di un consorzio internazionale, coordinato dal CREA, aiuterà a migliorare il rendimento delle piante e l’efficienza del grano.
Christophe Salon dell’INRA, si è soffermato sulla grande evoluzione della ricerca nel settore cerealicolo, che oggi ha portato al possibile intervento di selezione e miglioramento genetico delle piante attraverso caratteri fino ad oggi “invisibili”, quali quelli dell’apparato radicale, consente di esplorare meglio il terreno e non perdere l’azoto prezioso che deve fornire qualità delle proteine. Marcus Weinmann dell’Università di Hohenheim ha presentato gli importanti risultati sui Bioeffettori, microrganismi benefici e composti naturali, che possono aiutare la pianta a produrre più del 25% a parità di input fertilizzante e soprattutto in condizioni di stress. Mentre Baptiste Soenen di Arvalis in Francia ha illustrato il sistema CHN, sviluppato per gestire la concimazione azotata e come viene integrato in sistemi di agricoltura “intelligente” e di precisione per sfruttare dati in tempo reale sullo stato nutrizionale della pianta. Sulla stessa lunghezza d’onda, Infine, Pierluigi Meriggi di Horta, Piacenza, che ha sottolineato la continua evoluzione e perfezionamento dei sistemi di supporto alle decisioni (DSS) per la concimazione sostenibile nell’adurogranicoltura.

SCHEDA PROGETTO
SolACE è un progetto europeo Horizon 2020 che mira a migliorare l’efficienza nell’uso dell’acqua e delle sostanze nutritive delle specie agrarie e degli agroecosistemi.
SolACE affronta le problematiche di tre specie importanti per l’Europa: grano tenero, grano duro e patata.
L'obiettivo? Ridurre la dipendenza nei sistemi convenzionali dagli input esterni, ottenendo nel contempo una maggiore efficienza dei sistemi agricoli biologici, insieme al principio dell’agricoltura low-input (intensificazione ecologica).
Il progetto Solace è coordinato a livello europeo dall’INRA Dr. Philippe Hinsinger, ed a livello Italiano dal CREA di Foggia Prof. Nicola Pecchioni
Al progetto partecipano, riuniti in consorzio, 25 partners provenienti dal mondo accademico (14) e dal settore privato (5) così come dal mondo della divulgazione (4), delle organizzazioni non governative (1) ed una specializzata nella gestione di progetti europei (1).
I partner accademici del consorzio appartengono ad istituzioni di eccellenza nel panorama europeo ed internazionale impegnati nello studio della fisiologia, genetica, agronomia, agroecologia e microbiologia del suolo del frumento duro e tenero.
Per completare questa conoscenza scientifica di eccellenza, sono state coinvolte organizzazioni che si occupano di servizi per il trasferimento dei risultati della ricerca al fine di garantire che i risulsati e le innovazioni prodotte dal progetto SOLACE siano allineati con le priorità degli utenti finali e che i risultati siano implementati nella pratica agricola.
SolACE, infatti, è un progetto multi-actor, per questa ragione avvierà un dialogo con una vasta platea di Portatori di Interesse=STAKEHOLDER (es. agricoltori, consulenti agricoli, selezionatori, operatori del settore agro-alimentare, etc…) per promuovere una forte interazione tra tutti gli attori della filiera produttiva.
Per questa ragione il pomeriggio del 16 Maggio, sempre alla camera di commercio si è tenuto lo “Stakeholder event” durante il quale ai portatori di intesse sono state presentate alcune delle innovazioni su cui il progetto sta lavorando per ricevere i feedback e commenti critici e preziosi dei portatori di interesse. In questo modo, sarà possibile produrre soluzioni utili nella pratica e questo farà la differenza su una scala più ampia.

Mimmo Cicolella

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