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Riordino e aggiornamento della normativa e degli strumenti di pianificazione regionale in materia di foreste e filiere forestali


Riordino e aggiornamento della normativa e degli strumenti di pianificazione regionale in materia di foreste e filiere forestali

Riordino e aggiornamento della normativa e degli strumenti di pianificazione
regionale in materia di foreste e filiere forestali.
Tutelare, valorizzare e quindi, gestire attivamente il patrimonio forestale regionale è una
necessaria e urgente responsabilità che la Regione deve assumersi. Una responsabilità sociale,
economica, ambientale e quindi politica non più rinviabile. Le foreste hanno una dimensione
multifunzionale che si presta a fini economici, sociali ed ambientali. Offrono un habitat ad animali
e piante e svolgono un ruolo primario nella mitigazione dei cambiamenti climatici e nell’offerta di
altri servizi ambientali. L’importanza socioeconomica delle foreste è elevata, ma spesso
sottovalutata. Il legno è tutt’ora la fonte principale del reddito ricavato dalle foreste. Il legno
costituisce inoltre un’importante fonte di materie prime per le bioindustrie emergenti. Garantire
una gestione sostenibile delle foreste è essenziale se vogliamo che questi benefici siano
equilibrate
Alla luce di questa premessa è necessario mettere a punto una nuova strategia che definisca
priorità e obiettivi per le azioni, stabilisca un nesso tra le strategie e i piani di finanziamento,
rafforzi la pianificazione, il finanziamento e l’attuazione intersettoriale coerente delle attività,
stabilisca chiari meccanismi di monitoraggio, valutazione e rendicontazione e riveda il
coinvolgimento dei portatori d’interesse. Per il contesto storico ed ecologico del territorio
regionale l’offerta di servizi pubblici ambientali è attualmente minacciata proprio dalla mancanza
di gestione dei beni fondiari, in primis le foreste. Negli ultimi anni si è assistito, inoltre, a una
profonda revisione degli assetti istituzionali del Paese. Con la soppressione delle Comunità
montane e delle Provincie, l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei
Carabinieri e la conseguente riorganizzazione dei ruoli e riassegnazione delle funzioni di gestione,
controllo e vigilanza del territorio si è ridotto e semplificato l’apparato amministrativo ma si è
anche, ulteriormente indebolito il sistema di “governance” del settore con l’emarginazione delle
funzioni di indirizzo e governo. In questa lunga fase di riordino e assestamento si stanno
generando differenti problematiche in materia di tutela, salvaguardia, gestione e manutenzione
del patrimonio naturale e infrastrutturale del Paese con particolare riferimento alle aree interne,
con pericolose conseguenze non solo in termini di incolumità pubblica, ma anche occupazionali.
Vi è l’urgenza di poter rispondere efficacemente alle attuali necessità di tutela e prevenzione
idrogeologica e antincendio, e alle moderne esigenze economiche, produttive e occupazionali del
territorio, nonché ai precisi obblighi internazionali ed europei assunti dal Governo italiano in
materia di lotta e adattamento al cambiamento climatico, efficienza energetica, conservazione
della biodiversità, tutela del paesaggio, sviluppo sostenibile, commercializzazione e trasformazione
dei prodotti forestali.
L’attuale legislazione in materia forestale risulta, strettamente legata alle sole normative
vincolistiche di tutela e salvaguardia di importantissimi interessi pubblici (ambiente, cultura e
paesaggio, difesa
del suolo, ecc.). Per contro si sono limitate le attività di gestione del patrimonio forestale, pubblico
e privato, senza considerare che la gestione forestale sostenibile è lo strumento imprescindibile
per garantire la tutela, conservazione e valorizzazione del bene e del suo primario interesse
pubblico.
Le foreste offrono servizi ecosistemici da cui dipendono le comunità rurali e urbane e offrono
un’enorme ricchezza in termini di biodiversità. La protezione delle foreste dovrebbe essere volta a
preservare, migliorare e ripristinare la resilienza e la multifunzionalità degli ecosistemi forestali.
Sarebbe inoltre opportuno mirare alla prevenzione degli impatti negativi sulle foreste piuttosto
che all’attenuazione dei danni e al ripristino.
Affinché le foreste siano in grado di reagire a minacce e dinamiche future, è necessario migliorare
la diversità genetica e proteggere le risorse genetiche a rischio. I piani di gestione forestale sono
un elemento centrale sia della strategia UE 2020 per la biodiversità, sia dei fondi UE per lo sviluppo
rurale. La strategia è incentrata su questi piani e strumenti e ne promuove e sostiene l’uso.
La società dipende in misura sempre maggiore dalle foreste che coprono vaste superfici e
rivestono un ruolo fondamentale anche per la popolazione rurale, poiché sostengono il benessere
economico e l’occupazione. Le foreste ben amministrate da gestori, lavoratori e imprenditori
qualificati spianano la strada a un settore forestale sostenibile e competitivo che riveste un ruolo
di rilievo nello sviluppo rurale e nell’intera economia offrendo vantaggi in termini sociali.
Migliorare la competitività dell’economia verde in generale mediante il legno sarebbe altra tappa.
Il legno se proviene da foreste gestite in maniera sostenibile ed è trasformato e usato in modo tale
da ridurre al massimo gli effetti negativi sul clima e sull’ambiente può essere energia sostenibile.
Nonostante l’aumento progressivo della superficie forestale, non si è assistito a un parallelo
incremento degli investimenti di gestione boschiva sul territorio.
L’abbandono colturale e la ridotta gestione attiva del territorio montano e rurale hanno portato
alla conseguente impossibilità di garantire il mantenimento dei caratteri strutturali e funzionali del
patrimonio boschivo. Vengono così pericolosamente compromessi, non solo l’assetto
idrogeologico e la stabilità del Paese, ma a cascata anche i diversi settori della filiera foresta-legno
e in generale lo sviluppo socio-economico di molte realtà territoriali locali e delle attività agricole
zootecniche a esso connesse. Tali fenomeni incidono, infatti, fortemente sui costi della gestione e
delle utilizzazioni, riducendo l’interesse economico da parte dei singoli proprietari e favorendo il
pericolo dell’abbandono gestionale di molti boschi. La società civile e il settore forestale hanno
bisogno oggi di concretezza, di chiare e lungimiranti azioni politiche volte al superamento delle
emergenze e alla costruzione di un sistema incentivante che garantisca sicurezza e sviluppo, tutela
e valorizzazione del capitale naturale di cui il patrimonio forestale è componente imprescindibile.
Al di là dei problemi di finanziamento, la politica forestale regionale è stata negativamente
condizionata dall’assenza di:
- un’autorità centrale di riferimento e coordinamento sui temi di interesse forestale e per il
monitoraggio e la valutazione delle politiche e degli interventi;
- un coordinamento attivo tra politiche e strutture istituzionali, ricerca e trasferimento
tecnologico, anche a livello locale;
- una efficace integrazione normativa tra le tematiche ambientali, paesaggistiche,
energetiche, di
- sviluppo e lotta al cambiamento climatico;
- una sovrapposizione di ruoli e funzioni istituzionali, al centro e in periferia, con il
conseguente
- appesantimento burocratico per l’attuazione degli interventi di gestione e governo del
territorio e la generazione di innumerevoli contenziosi amministrativi;
- un sistema di incentivi premiali adeguato e coerente con i problemi del settore e con gli
impegni
- internazionali e gli indirizzi europei.
In conclusione
Per ottemperare ai problemi suddetti, occorrerebbe dunque:
- Promuovere l’armonizzazione, la semplificazione e l’integrazione normativa in ambito
forestale
- Riconoscere nel Settore Forestale regionale la struttura di competenza, coordinamento e
indirizzo nazionale in materia forestale, anche da parte degli organismi di controllo, nel
rispetto delle competenze istituzionali.
- Sostenere il ruolo del bosco e della gestione forestale sostenibile quale strumento di
tutela, conservazione e sviluppo della più grande infrastruttura verde del paese,
promuovendo quindi le diverse filiere forestali locali, concretizzando i principi della
bioeconomia e favorendo la nascita di “green communities”.
Dott. Primiano Schiavone Segretario Regionale di Ambiente e/è Vita Puglia Onlus

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