LA CORAGGIOSA LOTTA DI DIEGO VERGANI CONTRO UN TUMORE AL CERVELLETTO. IL CALCIATORE DEL MONZA, LUCA CALDIROLA, GLI REGALA LA SUA MAGLIA.
Carattere d'acciaio, il 14enne di Camnago è un esempio per quanti lottano contro una patologia oncologica. Tifa per la Juventus ma tiene molto anche al Monza e al Foggia.
di Giuseppe Zingarelli
Diego Vergani è un ragazzo di 14 anni. Vive a Camnago (Monza e Brianza). È un ragazzo d'oro. Studioso, educato, sorridente, generoso, pieno di vita. Ha i suoi hobby, i suoi amici, i suoi impegni. Gli piace la musica. Di recente ha vinto il primo premio al Concorso Nazionale di pianoforte ad Albavilla (Como). È appassionato di biliardino e segue lo sport. Tifa per la Juventus, ma tiene molto anche al Monza e al Foggia. Diego vive in famiglia con papà Marco, mamma Francesca D'Amico e la sorella Viola di due anni più grande di lui. Lo scorso anno frequentava la terza media a Barlassina (Monza e Brianza). Dal 26 settembre 2023 la sua vita è cambiata totalmente. Nella scorsa primavera, ad aprile, Diego inizia ad avere problemi alla vista. I genitori pensano si tratti soltanto di cambiare le lenti agli occhiali e non danno peso più di tanto al problema. Il disturbo però persiste. Si decide di consultare un altro oculista. In seguito Diego viene visitato in un presidio oculistico pediatrico di eccellenza a Legnano, (Milano). Per i medici non vi è nulla di preoccupante. Il 14enne torna a casa ma il problema alla vista si ripresenta. In un pomeriggio del settembre 2023 il ragazzo si reca a casa dei nonni materni per fargli visita. Ad un certo punto inclina la testa verso la spalla, prende un giornale sul tavolo e ripetutamente lo allontana da suoi occhi per poi riavvicinarlo a sè, come se cercasse la distanza ideale per poter leggere meglio. La cosa non sfugge a nonno Leopoldo, 77 anni, ex bancario in pensione. Come folgorato da una illuminazione intuisce che Diego potrebbe essere affetto da qualcosa di serio e lo comunica subito alla figlia Francesca, la madre di Diego. Marco e Francesca decidono di consultare un altro oculista e portano il ragazzo a Bosisio Parini, (Lecco). Lo visita la dottoressa Angeli. La specialista consiglia ai coniugi Vergani di portare subito Diego all'istituto "Carlo Besta" di Milano, polo di eccellenza nel trattamento delle patologie neurologiche e neuroncologiche.
Al "Besta", esaminate tutte le precedenti prescrizioni del 14enne, i medici decidono di eseguire immediatamente una risonanza. Il risultato dell'esame è spietato. Diego ha un tumore al cervelletto grande quanto il cervelletto stesso. L' esito della risonanza aveva si rilevato il tumore ma la cosa più allarmante da gestire in quella situazione era il fatto che Diego era già in idrocefalo e sarebbe andato in coma dopo pochi giorni. In sostanza, il tumore era talmente silente da non manifestare alcun segno, cosa che aveva tratto in inganno tutti i medici che precedentemente avevano visitato Il ragazzo. Diego poteva morire nel sonno. La decisione dei medici è perentoria. La vita del ragazzo è in grave pericolo, appesa ad un filo. Diego deve essere operato subito. I genitori ed i nonni del 14enne sono sconvolti. Diego entra in sala operatoria il 4 ottobre 2023, giorno in cui la Chiesa ricorda il Santo Patrono d'Italia, San Francesco d'Assisi. Tre equipe sono pronte in sala operatoria guidate dal primario del "Besta", il professor Francesco Di Meco e dal vice primario, Cecilia Casali. L'intervento si preannuncia lungo e complesso. All'interno del prestigioso plesso ospedaliero meneghino è stata costruita una cappellina. Sorretti dalla fede i genitori di Diego entrano e iniziano a pregare. Si accorgono che nella piccola cappella sono state collocate due statue. Una statua di San Francesco d'Assisi e una di Santa Chiara d'Assisi. Nella loro preghiera si affidano all'intercessione dei due santi. Dopo dieci interminabili ore Diego esce dalla sala operatoria e viene portato in terapia intensiva. Vi resta per due giorni. Seguono 23 giorni di degenza in ospedale. Il 28 ottobre 2023 il ragazzo torna a casa in carrozzina. Pesa poco più di 20 chili. I primi giorni sono per lui un autentico calvario. È costretto a camminare penosamente per oltre un mese con il deambulatore. Non tutto il tumore gli è stato asportato in quanto parte di esso è rimasto attaccato ai filamenti nervosi che se toccati avrebbero potuto compromettere le funzioni vitali del ragazzo riducendolo ad un vegetale. Oggi il ragazzo sta reagendo con una forza d'animo straordinaria. Vuole tornare a vivere una vita normale. Nel frattempo, con l'ausilio dei trattamenti fisioterapeutici e con il supporto della dottoressa Francesca Sala, di Seveso (Monza e Brianza), psicologa, Diego ha fatto notevoli progressi al punto da riuscire a camminare da solo. Con grande forza interiore sta affrontando la quotidianità che il tumore gli ha stravolto. I genitori, i nonni materni, Leopoldo e Gelsomina, il nonno paterno, Fioravante, la sorella Viola lo sostengono affettuosamente in questa lotta che ormai coinvolge a pieno anche loro. Diego, tuttavia, non è fuori pericolo. Si chiede spesso perchè gli sia accaduto tutto questo e sa che ci vorrà tempo per recuperare. Lui, con grinta e determinazione, è pronto ad affrontare il "nemico": "So che dovrò ancora combattere duramente. Supererò questa prova. Tornerò come prima". Il ragazzo vuole tornare a scuola e recuperare i mesi persi a causa dell'intervento subìto. A far visita a Diego sono andati molti suoi amici, i suoi insegnanti delle medie, l'attuale sindaco di Barlassina, Paolo Vintani e il sindaco di Lentate sul Seveso (Monza e Brianza), Laura Ferrari, l'ex sindaco di Barlassina, Piermario Galli, il Comandante della Polizia Locale, Giovanni Ranno, una delegazione dell' Associazione Nazionale Carabinieri e una rappresentanza dei Carabinieri di Lentate sul Seveso. Tutti gli hanno portato regali e soprattutto affetto, sostegno e vicinanza. Le sorprese non sono finite qui. Anche il Campione olimpico nativo di Meda (Monza e Brianza), Igor Cassina, oro alla sbarra alle Olimpiadi di Atene nel 2004, è andato a casa di Diego a fargli visita e trascorrendo molto tempo con lui lo ha rincuorato. Lo scorso 3 novembre 2024, valevole per la 11esima giornata del Campionato di Serie A, si è giocata allo stadio "Brianteo" di Monza la gara Monza-Milan, vinta dai "rossoneri" per 0 a 1. Al termine dell'incontro, il difensore del Monza Luca Caldirola, ex calciatore di Vitesse, Inter, Brescia, Cesena, Werder Brema, Darmstadt e Benevento, ha conservato la maglia indossata nella partita contro il Milan e il giorno seguente, a sorpresa, si è recato a casa del ragazzo per donargliela: "Diego, questa è per te". Il 14enne, abbracciando e ringraziando il calciatore brianzolo, si è commosso. Luca Caldirola da tempo collabora con l' Associazione fondata da Antonio Finocchio, "Insieme per Fily", che aiuta i pazienti oncologici pediatrici. Caldirola ha scritto una dedica a Diego, autografandogli la maglia. Luca e Diego hanno poi giocato una partita a biliardino. Diego ha vinto. Caldirola si è poi raccomandato dicendogli: "Adesso ti prego, non far sapere ad Adriano Galliani come è finita". Così Francesca D'Amico, madre di Diego: "Penso spesso a tutte le persone che sono in lotta contro questa brutta patologia. Una patologia che purtroppo non guarda in faccia a nessuno e colpisce a qualsiasi età. Nella vicenda di Diego ho notato fin dall'inizio la presenza e l'aiuto di San Francesco d'Assisi. È come se lui, da lassù, sta aiutando mio figlio e noi, dandoci la forza di pregare, di sperare e il coraggio di affrontare questa situazione che stiamo vivendo, per noi molto difficile. Io stessa porto il nome del Santo di Assisi. Il medico che ha operato Diego il 4 ottobre 2023, giorno in cui si festeggia San Francesco, il professor Di Meco, porta il suo nome. La dottoressa Francesca Sala, di Seveso, che sta aiutando e riabilitando psicologicamente Diego, porta il nome del santo. Io lavoro in banca e ricordo il mio primo giorno di lavoro. Era il 4 ottobre 2010. Non sono delle semplici coincidenze. Chi è colpito da una patologia oncologica ha bisogno di molto supporto psicologico, in special modo se ad esserne colpito è un ragazzino che non riesce a spiegarsi il perchè gli possa essere accaduto tutto questo. Stessa cosa dicasi per tutte le famiglie che devono sostenere ed aiutare un proprio famigliare colpito da tumore. Voglio solo dire a tutti di non abbattersi, di non lasciarsi andare, di continuare a sperare, di battersi con grinta contro questo male. L' ultima risonanza eseguita alla fine di ottobre ha mostrato che il tumore di Diego si è stabilizzato. Per noi è già un miracolo che mio figlio non abbia avuto ulteriore bisogno di cure, ed è anche un miracolo che Diego stia reagendo reattivamente al cospetto di questa situazione difficile per lui e per noi. Il prossimo controllo sarà a febbraio, sperando che continui a migliorare".





