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Il Club per l’Unesco per Alberona ricorda Michele Urrasio


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Il Club per l’Unesco per Alberona ricorda Michele Urrasio

L’UNESCO nel 1999 ha istituito la “Giornata mondiale della poesia”, anche in coincidenza con la data di nascita di Alda Merini, riconosciuta dallo stesso Unesco come una delle voci più intense e significative della letteratura italiana contemporanea.
L'Unesco celebra in questa data la poesia come espressione di diversità culturale e linguistica.
Per l'Unesco la poesia contribuisce al dialogo tra le società, essendo un veicolo di identità, di memoria collettiva e di conoscenza.
La poesia per l'Unesco è uno strumento per sostenere le lingue meno diffuse o a rischio di estinzione; quando scompare una lingua scompare anche un patrimonio culturale e intellettuale, scompaiono le radici.
Vi sono 8234 lingue nel mondo ma solo poche di esse trovano spazio nei sistemi educativi, nella sfera pubblica e nel mondo digitale.
Le Comunità indigene, che rappresentano solo il 6% della popolazione mondiale, parlano 4000 lingue, molte delle quali in via di scomparsa.
La lingua che ci viene trasmessa tramite la poesia è strumento di conservazione degli ecosistemi, della biodiversità e delle pratiche della sostenibilità.
Le lingue non sono solo strumento di eredità del passato, ma anche strumento per preservare e valorizzare le diversità culturali e, quindi della parola, del diritto alla parola.
In molte parti del mondo la lingua, la parola, è un privilegio e non ancora un diritto
Ci sono 250 milioni di bambini e ragazzi che non hanno raggiunto un livello minimo di alfabetizzazione.
Promuovere, quindi, le diversità linguistiche significa tutela culturale e inclusione sociale
Di qui l'importanza e l'invito a tradurre versi e poesie di chi non ha la voce e la parola.
L’Unesco di Alberona ricordare un grande poeta dialettale dei nostri tempi, cui ha dato i natali proprio al piccolo Borgo: Michele Urrasio.
Per Michele Urrasio Alberona non solo è stato il suo paese natio, ma anche la fonte di ispirazione dei suoi innumerevoli scritti sia in lingua che in dialetto.
Un legame profondo tra il poeta e il borgo che traspare in molte sue liriche.
Un atto di amore per la propria terra e le proprie radici, dice Daniele Giancone nella prefazione dell'ultimo libro.
Nel testo, sottolinea Giancone traspare "la realtà filtrata attraverso la lente del sentimento... una tenue irresistibile musicalità, come un ruscello che scorre lentamente... luna sole alberi tramonti silenzio vento ricordo sguardo... questi i termini più ricorrenti. Una lieve nostalgia che, tuttavia, non ha nulla di disperato o di infelicità, una nostalgia che coinvolge il lettore in un tono lieve incantato, in un sogno ad occhi aperti
Da molti la poesia o gli scritti dialettali sono considerati una forma letteraria "minore."
L'Unesco, invece, ritiene che la poesia dialettale possiede un valore inestimabile e viene considerata parte integrante del patrimonio immateriale unitamente alla diversità linguistica.
Uno strumento per preservare l'identità locale, la storia, le radici e la memoria di una comunità.
I punti di forza secondo l'Unesco della poesia dialettale sono oltre alla tutela delle diversità linguistiche come innanzi anticipato ma anche e soprattutto strumento per conservare espressioni, sentimenti e visioni del mondo legate pero al territorio, una sorta di contaminazione tra storia locale e cultura attuale, (strumento quindi di conservazione della identità e della memoria storica di una comunità), ma anche strumento di immediatezza e di emozioni, scevre da sovrapposizioni, di semplicità di spontaneità di leggerezza di autenticità.
La poesia dialettale è considerata dall'Unesco un pilastro della cultura da tutelare soprattutto in questo mondo digitale e di globalizzazione, alfine di tenere in vita i legami con le proprie radici e poterle trasmettere alle future generazioni.
Per Pasolini il dialetto è il mezzo espressivo più autentico. Diceva "La poesia dialettale è un passaggio notturno colpito ad un tratto dalla luce". La scrittura dialettale diceva, "è voce dell'intimo, dell'anima. Il dialetto è specchio dei tempi, della società, dei suoi bisogni più intimi e di evasione”.
Papa Francesco riteneva la poesia un mezzo per connettersi col cuore della gente, un dono che tocca l'anima e offre prospettive sulla realtà.

La Presidente dell’Unesco di Alberona, nell’incontro ha anticipato che nel festival dei “Libri nel Borgo” sarà dedicata una intera serata al poeta scomparso da poco con esperti che parleranno della lirica di Urrasio e del suo valore nel panorama letterario attuale.

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