AUMENTO ADDIZIONALE IRPEF, FDI LUCERA: “LA REGIONE RISOLVA IL PROBLEMA CHE HA CREATO. MENO SPRECHI, MENO CLIENTELA, MENO MOBILITÀ PASSIVA, PIÙ QUALITÀ”.
Nel Consiglio Comunale di ieri è stato bocciato l’Ordine del Giorno presentato dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia sul disavanzo della sanità pugliese e sulla prospettiva di aumento dell’addizionale regionale IRPEF.
Il nostro documento chiedeva al Sindaco e a tutta l’assise di farsi portavoce presso la Regione Puglia affinché non venisse aumentata la pressione fiscale sui cittadini lucerini e pugliesi e affinché il disavanzo sanitario fosse affrontato attraverso una seria azione di riduzione degli sprechi, razionalizzazione della spesa e miglioramento dell’efficienza del sistema sanitario regionale, intervenendo anche sulla mobilità passiva.
Una posizione che, evidentemente, maggioranza e minoranza, dello stesso colore politico, hanno ritenuto di non sostenere.
Successivamente, la maggioranza ha presentato un proprio Ordine del Giorno, orientato alla riduzione delle aliquote dell’addizionale comunale IRPEF.
Su quest’ultimo documento i consiglieri di Fratelli d’Italia hanno scelto di astenersi, per una ragione molto semplice: non siamo noi a voler negare ai cittadini di Lucera una possibile riduzione della pressione fiscale.
Fratelli d’Italia aveva manifestato la propria disponibilità a lavorare e studiare soluzioni concrete per una riduzione dell’addizionale comunale IRPEF, ma ciò non può far dimenticare la questione principale: il problema nasce a livello regionale e deve essere affrontato innanzitutto dalla Regione Puglia.
È pacifico che il nostro intento è quello di invitare il Governo Regionale a gestire il problema nei prossimi anni, in quanto, altrettanto pacifico è che per quest’anno l’aumento dell’addizionale regionale è un fatto compiuto e per di più obbligatorio.
Non abbiamo percepito, da parte della maggioranza e di parte dell’opposizione, entrambe riconducibili al centrosinistra, la stessa disponibilità a farsi portavoce presso la Regione affinché venga rivista la scelta di aumentare l’addizionale regionale IRPEF.
E qui sta il punto politico fondamentale.
Se il Governo nazionale aumenta le risorse destinate alla sanità, ma la Regione continua a registrare disavanzi enormi, a sostenere una pesante mobilità passiva e a mantenere un sistema nel quale continuano a essere denunciate inefficienze, sprechi e logiche clientelari, evidentemente il problema non può essere risolto semplicemente chiedendo altri soldi ai cittadini a fronte di zero servizi.
Più risorse sono certamente importanti, ma se non si interviene contemporaneamente sul modo in cui quelle risorse vengono spese, non si avrà mai una via d’uscita strutturale.
La nostra posizione, del resto, dimostra di non avere alcun colore politico quando si tratta dell’interesse dei cittadini: siamo disponibili a farci portavoce anche nei confronti del Governo nazionale per chiedere maggiori risorse del Fondo Sanitario Nazionale destinate alla Puglia.
Questo dimostra che la nostra proposta non era contro qualcuno, ma a favore di tutti i cittadini lucerini e pugliesi in generale, indipendentemente dalla loro appartenenza politica.
La Regione prima di chiedere nuove risorse al Governo e sacrifici ai cittadini, soprattutto, ci faccia capire che intenzioni ha sul nostro Ospedale Lastaria, i cittadini di Lucera hanno diritto di sapere quale sia il futuro del proprio presidio ospedaliero e quale ruolo la Regione intenda realmente riconoscergli.
Non comprendiamo, quindi, per quale ragione, di fronte a un problema generato a livello regionale, dovrebbero essere le casse comunali a rinunciare a proprie entrate per compensare un aumento della fiscalità regionale.
Siamo favorevoli, in linea di principio, a qualsiasi intervento che possa ridurre le tasse ai cittadini. Ma riteniamo che non sia questa la strada per affrontare il problema posto dall’aumento dell’addizionale regionale IRPEF.
C’è poi un ulteriore elemento che non può essere ignorato: l’eventuale riduzione dell’addizionale comunale IRPEF potrà essere valutata anche alla luce del percorso di fuoriuscita dal dissesto, compatibilmente con gli equilibri di bilancio e con i vincoli normativi.
Non è dunque necessario mettere in contrapposizione le due questioni.
Da una parte c’è la responsabilità della Regione Puglia sul disavanzo sanitario e sulla conseguente pressione fiscale regionale.
Dall’altra c’è la politica tributaria del Comune di Lucera, che potrà essere valutata anche alla luce del progressivo superamento della situazione di dissesto e delle condizioni finanziarie dell’Ente.
La nostra proposta era semplice: il Comune di Lucera si faccia sentire con la Regione Puglia e chieda di fermare l’aumento dell’addizionale regionale IRPEF, pretendendo al tempo stesso una sanità più efficiente, meno sprechi, meno mobilità passiva e maggiore trasparenza nella gestione delle risorse.
Peccato che una proposta nata con l’obiettivo di unire le forze politiche nell’interesse dei cittadini sia stata trasformata in un confronto politico, perdendo di vista il problema originario. Ma ormai ci abbiamo fatto l’abitudine!
Fratelli d’Italia continuerà a sostenere una posizione coerente: meno tasse, meno sprechi, meno clientelismo, meno mobilità passiva e più servizi sanitari per i cittadini.
Fratelli d’Italia – Circolo “Salvatore Gaeta” di Lucera






